Le radici dell’essere

Marzo – Settembre 2023
Il secondo piano, ospita invece la mostra temporanea “Radici dell’essere” dedicata alle opere di Alessandro Twombly. La sua arte affascina e coinvolge, ma è pure intrigante, sorprendente, spesso anche sfuggente: difficile, se non impossibile, stringerla nel pugno di una definizione, incapsularla in una casella che la circoscriva nella compiutezza dei suoi temi e delle sue forme: perché non è uniforme ma plurima per sua natura. Egli è infatti pittore e scultore allo stesso tempo, lavora sui ritmi veloci e liquidi della pittura ad olio o acrilico, ma poi ha bisogno di indugiare al passo più lento, solido e compatto della scultura. Il diapason della sua produzione si muove indifferentemente tra figurazione e astrazione, con chiari rimandi anche al linguaggio informale, senza che la si possa però mai far coincidere appieno con una di quelle categorie. Dipinge fiori e slarghi di cielo, ma non fa nature morte né paesaggi, andando decisamente oltre i canoni della raffigurazione naturalistica; mette dei titoli che accennano al ‘tempo’ che non è però quello atmosferico dei giorni estivi o invernali; propone immagini con grappoli di iris gialli sul punto di sfaldarsi per sempre e un titolo che ti si rivolge e ti dice “It’s the moment/Questo è il momento”; in un altro dipinto – tutti regolarmente di grandi dimensioni – ti pare di intravedere uno strano mostro danzante che si staglia contro il cielo mentre nella tua mente rimbombano le ambigue sinistre parole della didascalia: One day the Message was sent/Un giorno il messaggio fu inviato. Si rimane insomma come sospesi tra fascino e inquietudine, non sai se ti trovi di fronte a un mondo di bellezze floreali e di sontuosi colori o anche a qualcosa di non meglio definito che potrebbe capitare e ti interpella.

Eppure l’arte di Twombly è anche gioiosa e vitale, trabocca di energia e di colore; ciò nonostante, è impossibile collocarla in un territorio visivo e mentale riconoscibile, unitario e uniforme, dal momento che per sua natura è ‘polimorfa’ – per citare una volta ancora un suo titolo – non solo nel senso che trapassa di continuo dalla pittura alla scultura e viceversa, ma anche da un’opera di pittura all’altra che subito la segue o l’accompagna: come ci fosse un dialogo ininterrotto che passa attraverso le opere e le discipline

In occasione della mostra verrà pubblicato un volume contenente la riproduzione delle opere in mostra, un saggio in italiano di Claudio Guarda e un testo in inglese di Richard Milazzo.

      

top